La svolta degli anni ’90: la Bilateralità diventa Sistema Nazionale
Gli anni ’90 rappresentano un crocevia fondamentale per la bilateralità nel mondo dell’artigianato italiano. Quello che fino a quel momento si presentava come un mosaico frammentato di iniziative locali e accordi regionali, compie una trasformazione epocale, evolvendo in un sistema nazionale organico e strutturato. Questa evoluzione è il frutto di una serie di passaggi strategici e della lungimiranza delle parti sociali.
Il punto di svolta decisivo arriva con l’Accordo Interconfederale del 3 agosto 1992. Questo accordo non solo ha ridefinito il modello contrattuale nel settore artigiano, introducendo un doppio livello (nazionale e regionale), ma ha anche elevato la bilateralità a componente stabile della contrattazione collettiva, superando la precedente concezione di mera opzione territoriale. Questa innovazione conferisce alle relazioni del mondo dell’artigianato un’infrastruttura condivisa e robusta, essenziale per l’erogazione di prestazioni mutualistiche e per la costruzione di un sistema di welfare autonomo e integrato. L’accordo del 3 agosto 1992, seguito dagli Accordi Interconfederali del 2 febbraio e 22 giugno 1993, ha inoltre amplificato le prestazioni erogate dagli Enti Bilaterali, istituendo fondi specifici per la salvaguardia delle professionalità e per la rappresentanza sindacale.
Il decennio è ulteriormente caratterizzato da un progressivo riconoscimento normativo. Tra il 1993 e il 1997, una serie di circolari dell’INPS (come la Circolare INPS n. 131/1994) e del Ministero del Lavoro (come la Circolare INPS n. 143/1997) consolidano il legame tra l’adesione alla bilateralità e l’accesso a benefici contributivi per le imprese artigiane, rafforzando notevolmente la centralità degli Enti Bilaterali nel sistema di tutela dei lavoratori. Un altro passo fondamentale è il D.L. 564/1996 (convertito in Legge 151/1993, art. 3), che sancisce ufficialmente la funzione sostitutiva dei fondi bilaterali per gli ammortizzatori sociali, creando un ponte essenziale tra il welfare pubblico e quello contrattuale.
Il culmine di questo processo di strutturazione si ha con la nascita dell’Ente Bilaterale Nazionale per l’Artigianato, EBNA, con la missione di coordinare e rafforzare il ruolo degli Enti Regionali. In parallelo, viene istituito il primo Fondo nazionale di sostegno al reddito, antesignano dell’attuale Fondo di Solidarietà Bilaterale dell’Artigianato (FSBA). È l’inizio di un vero e proprio sistema integrato di protezione e partecipazione, in cui lavoratori e imprese collaborano attivamente per costruire risposte concrete e innovative alle sfide del mercato del lavoro.
Il Ruolo Cruciale delle Politiche Attive e Passive del Lavoro
Si terrà giovedì 4 luglio 2024 a Montepulciano, durante l’iniziativa “Luci sul Lavoro”, il convegno “Le politiche passive e attive del lavoro: il modello dell’Artigianato”, un momento di confronto dedicato al ruolo fondamentale degli strumenti di sostegno al lavoro nelle fasi di crisi e trasformazione economica.
Al centro dell’incontro il dialogo tra esperti, rappresentanti delle istituzioni e del mondo dell’artigianato sul valore degli ammortizzatori sociali, della formazione continua e delle politiche attive come leve per accompagnare imprese e lavoratori nei cambiamenti del mercato del lavoro.
L’apertura dei lavori è prevista per le ore 15. Interverranno:
- Riccardo Giovani, Presidente EBNA e FSBA
- Alessandro Gaetani, Dirigente della Direzione generale delle politiche attive del lavoro, dei servizi per il lavoro e degli incentivi all’occupazione, Ministero del lavoro e delle Politiche Sociali
- Enrico Limardo, Direttore Fondazione Consulenti del Lavoro
- Pasqualino Albi, Ordinario diritto del lavoro, Università di Pisa
- Tiziano Barone, Direttore Veneto Lavoro
- Stefano Di Niola, Direttore EBNA e FSBA
- Giulia Zuccarello, Vice Presidente Fondartigianato
- Raffaele Paudice, per le Organizzazioni Sindacali
- Maurizio De Carli, per le Organizzazioni datoriali
- Angelo Colombini, Vice Presidente EBNA e FSBA
Il convegno rappresenta un’occasione importante per riflettere sul modello proposto dal sistema bilaterale dell’artigianato e sul contributo delle parti sociali nel costruire un mercato del lavoro più equo, resiliente e inclusivo.